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mercoledì 8 luglio 2009

Il castello di Chambord: sentirsi una principessa per un giorno.

Salve inguaribili viaggiatori,
la meta che volevo oggi segnalarvi e’ il castello di Chambord che si trova in Francia nel dipartimento di Loir-et-Cher.
Il castello di Chambord e’ il piu’ grande dei castelli che sorgono lungo la Loira, non e’ noto chi lo progetto’, alcuni sostengono che sia opera del grande Leonardo da Vinci altri di Domenico da Cortona, l’unica cosa certa e’ che ti affascina con la sua grandezza e maestosita’.
Questo meraviglioso esempio del Rinascimento francese, frutto di una «vera e propria matematizzazione dell'architettura», conta ben 440 locali, 13 scale principali e 70 secondarie.
Considerate le dimensioni del castello di Chambord un mio consiglio e’ quello di procurarvi un depliant in lingua italiana con la pianta dettagliata che e’ disponibile gratuitamente presso la porta reale che e’ anche l’ingresso principale al castello.
Per visitare completamente il castello di Chambord mettete in conto almeno un’ora e mezza.
La pianta del castello di Chambord segue un modello feudale: esso presenta, infatti, un mastio centrale con quattro torri ai lati, gia’ di per se’ un vero e proprio castello, ed un muro di cinta; nel corso della costruzione furono aggiunte due ali, una destinata ad ospitare l'appartamento reale, l'altra la cappella.
La scenografica apparizione del castello di Chambord e’ da 10 e lode: degna dei sogni di un bimbo che ha appena letto una fiaba! L’acqua, il prato, i fiori e l’architettura si intersecano con un'armonia difficilmente superabile dimostrando che anche l'intervento dell’uomo, se saggio o mitigato dal tempo, non e’ per forza devastante ma anzi puo’ esaltare la bellezza della natura.
Durante la visita si verra’ sicuramente colpiti da questa improvvisa apparizione che si staglia, con la sua massa bianca, ai bordi di un viale e che viene a delinearsi gradualmente, producendo una profonda impressione, ancor piu’ stupefacente verso il tramonto.
Questa immagine grandiosa del castello di Chambord e’ ulteriormente esaltata da una serie di elementi che contribuiscono a sottolinearne l'assoluta straordinarieta’: la mirabile unita’ architettonica dell'edificio, la ricca decorazione ed infine lo scalone e la terrazza, due meravigliosi esempi di magnificenza e fastosita’.
La pianta del castello di Chambord si sviluppa attorno alla costruzione chiamata maschio (donjon), anche se Chambord non ha mai avuto vocazione difensiva, a sua volta centrata attorno allo scalone principale a doppia elica.
Le sale restaurate e sistemate al pianterreno e al primo piano ricordano i re ed i personaggi venuti a Chambord.
Al pianterreno, la sala dei Soli, cosi chiamata per la decorazione delle imposte, in cui risplendono soli radiosi, e’ ornata di quadri, tra cui spicca il Riconoscimento del Duca d'Angio’ quale re di Spagna, di Gerard, e di un arazzo di Bruxelles, la Chiamata di Abramo.
Nella sala di caccia del re Francesco I e’ esposta una serie di arazzi realizzati sui cartoni di Laurent Guyot.
Al primo piano del castello di Chambord, Francesco I fece allestire i suoi appartamenti nella torre Nord delle mura di cinta, simmetricamente alla cappella prevista nella torre Ovest. La camera e’ impreziosita da un arazzo e da un letto di velluto con ricami d'oro.
La terrazza e’ stata realizzata ispirandosi ai castelli di Mehun-sur-Yevre e Saumur, essa offre uno spettacolo unico per magnificenza e raffinatezza: lanterne, camini, scale e lucernari, tutti minuziosamente lavorati dallo scalpello dello scultore.
Uno dei padiglioni della terrazza ospita una esposizione permanente di 61 quadri, intitolata «Comprendere Chambord », grazie alla quale il visitatore potra’ conoscere piu’ dettagliatamente la storia del castello di Chambord.
Il castello situato all'interno di un dominio di boscoso circondato da un muro di cinta lungo ben 32 Km che lo rende il piu’ grande parco forestale chiuso d'Europa. Il parco e’ ricco di boschi, laghi, ruscelli, pascoli e terreni di caccia; al centro troneggia questa magnifica costruzione con i pinnacoli dorati.
Purtroppo solo un settore della parte Ovest, che copre circa 620 ettari, e’ aperto a noi viaggiatori. Sono state erette quattro postazioni per chi voglia osservare i branchi di cervi o di cinghiali alla ricerca di cibo, uno spettacolo frequente dopo l'alba e prima del tramonto.
Questo articolo è stato realizzato in collaborazione con:Come arredare

Alla prossima meta.
inguaribile.viaggiatore@yahoo.it

SCHEDA TECNICA CHAMBORD (F)

Per ulteriori informazioni:
Maison du tourisme de Chambord
Place St Louis
41250 Chambord

Siti Web:
Sito del castello di Chambord
www.chambord.org (in francese ed inglese)

Sito ufficiale del turismo francese
http://it.franceguide.com (in italiano)

Come si raggiunge:
In auto:
Dal nord della Francia:
A 2 ore di Parigi, a 45 minuti di Orleans:
- con l'autostrada A 10: uscita n°16 Mer
- dalla N 152: fino a Mer
poi seguire le indicazioni "Chambord"

Dal sud della Francia:
- con l'autostrada A 10: uscita n°17 Blois
- - attraversare la Loira
poi seguire le indicazioni "Chambord"

Distanze
Roma 1400 Km, Milano 825 Km,Venezia 1090 Km
Ambasciata:
Ambasciata d'Italia a PARIGI
51, Rue de Varenne
F-75007 Paris.
Tel: +33 1 49540300
Fax: +33 1 49540410
E-mail: ambasciata.parigi@esteri.it

Documenti:
nessuno, anche se e’ sempre meglio portarsi dietro la carta d’identita’.
Fuso orario: Stessa ora rispetto all'Italia.
Periodo consigliato: Tutto l’anno.

lunedì 22 giugno 2009

Roma: Il Colosseo e dintorni.

Salve inguaribili viaggiatori, la meta che volevo oggi segnalarvi è la città eterna, la capitale del Cristianesimo, la culla della civiltà occidentale, ovvero Roma che non nasconde la propria bellezza ai viaggiatori, al contrario li avvolge con il fascino ineguagliabile, ed è da molti considerata il più grande museo all'aperto del mondo, dove è possibile ammirare ad ogni angolo le tracce di una storia e di una cultura millenaria ed una semplice passeggiata nel centro storico della città, si trasforma in un suggestivo viaggio sospeso tra passato e presente.

Essendo Roma una città molto grande dal punto di vista turistico, mi limiterò a parlarvi dei monumenti che più mi hanno affascinato nel mio ultimo viaggio.

Uno dei più interessanti e famosi monumenti di Roma, nonché simbolo indiscusso della città è il Colosseo.
“Amphitheatrum Flavium" è il nome utilizzato dai romani per indicare questa imponente struttura, nome derivante dalla famiglia Flavia sotto la quale iniziò e finì la sua costruzione nel 80 d.c..
Per l’inaugurazione lo spazio dell'arena venne addirittura riempito di acqua per rendere possibile uno degli spettacoli più fantastici dell’antichità romana, le naumachie, dei veri e propri scontri navali che riproducevano grandi battaglie del passato.

Percorrendo i corridoi del Colosseo oggi non si può fare a meno di coglierne il fascino ambiguo e quasi paradossale, in quanto, da un lato, rappresenta il meglio della civiltà romana con la maestosità della sua architettura, e dall’altro, esprime il suo lato più oscuro nella crudeltà degli spettacoli ai quali era destinato. Nel Medioevo il Colosseo venne trasformato in fortezza e successivamente utilizzato come cava di materiali da costruzione.
La forma del Colosseo è un ovale poco allungato, lungo 190,25 metri, largo 157.50 ed alto 50 metri;

Il nome “Colosseo” deriva probabilmente dal termine greco “colossus” e la spiegazione può esser fatta risalire o alla maestosità colossale della costruzione oppure alla vicinanza di una gigantesca statua (circa 50 metri d'altezza) che Nerone aveva fatto erigere a sua gloria (ed in seguito distrutta dai barbari).

A lato del Colosseo, è visibile l'Arco di Costantino, edificato per volere del Senato tra il 312 e il 315-16 d.C. per celebrare il decennale dell'imperatore,

I Fori Imperiali, situati sull’omonima via in una suggestiva posizione tra il Colosseo e Piazza Venezia, rappresentano uno dei luoghi turistici più importanti della capitale e del mondo intero. Essi rappresentavano, nell’Antica Roma Imperiale, il luogo principale della vita pubblica e privata, grazie alla loro visita è possibile tornare indietro all’epoca più gloriosa della città Caput Mundi.
Dall’ingresso, posto proprio su Via dei Fori Imperiali, si accede all’area e subito ci si imbatte nei resti del Tempio di Cesare, da cui si raggiunge facilmente la Piazza del Foro, antico fulcro della vita cittadina,

Il Circo Massimo, il più grande edificio per lo spettacolo di tutti i tempi, risale al VII secolo a.c. Realizzato per volere dei Re Tarquini, nella valle naturale tra Palatino e Aventino, il circo ospitava feste religiose e gare di corsa tra bighe e quadrighe. La struttura, originariamente in legno, venne ricostruita in laterizio e marmo sotto gli imperatori Claudio e Traiano.L'arena si sviluppava per una lunghezza di 600 metri, era larga più di cento e le gradinate, sorrette da tre ordini di arcate, ospitavano trecentomila spettatori. I blocchi di partenza, i carceres, erano sul lato nord, verso il Tevere.Su questi si ergeva la tribuna del magistrato, presidente e giudice di gara, mentre sul lato opposto si apriva l'ingresso per il pubblico. Sul lato a ridosso del palatino, invece, era la tribuna imperiale. Sulla linea mediana del circo era collocata la spina, intorno alla quale i concorrenti dovevano compiere sette giri. Lunga centottanta metri, la spina era riccamente decorata: sette statue raffiguranti delfini ed altrettante raffiguranti uova, trofei, sculture ed infine, due obelischi: quello portato da Augusto, oggi a Piazza del Popolo e quello portato da Costanzo, oggi a San Giovanni in Laterano.
Le factiones, squadre contrassegnate dal colore delle tuniche degli aurighi, dipendevano da compagnie e corporazioni che venivano compensate con premi in denaro.
Il tifo era del tutto simile a quello dei nostri giorni; tra i fans delle diverse fazioni, vestiti e acconciati in modo da essere facilmente riconoscibili, spesso nascevano risse e tafferugli.

Infine chiudiamo con una piccola curiosità: Siete ingiustamente accusati di aver detto una bugia e volete dar prova della vostra sincerità? Potete recarvi presso la Chiesa di Santa Maria in Cosmedin (piazza della Bocca della Verità - Roma) ed inserite la vostra mano nella Bocca della Verità: se direte menzogne la vostra mano verrà tranciata di netto, altrimenti non accadrà nulla.
Si narra che nel medioevo la bocca della verità venisse usata per dissuadere i bugiardi, ai quali veniva realmente tranciata la mano da un boia nascosto dietro la parete.
Secondo una leggenda, una nobildonna accusata di adulterio fu affidata al giudizio della bocca della verità. Mentre ella, circondata da una gran folla, si avvicinava al mascherone di pietra, un ragazzo le si lanciò contro baciandola. Il ragazzo si giustificò dicendo che si trattava di un cristiano tributo per l'innocente fanciulla; la donna, infilata la mano nella fessura della roccia, dichiarò: "Giuro che nessun uomo, tranne mio marito ed il giovane che or ora mi ha baciato, mi ha mai toccato!". La scaltra donna fu riconosciuta innocente: il ragazzo che davanti a tutti l'aveva baciata era il suo amante.
Questo articolo è stato realizzato in collaborazione con: Bed and Breakfast al centro di Roma

Alla prossima meta.
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it

SCHEDA TECNICA ROMA
Per ulteriori informazioni:
Comune di Roma
Ufficio turismo
Via Leopardi 24
00185 Roma
Tel. 060608,
email: turismo@comune.roma.it

Siti Web:
APT ROMA
www.romaturismo.com

Come si raggiunge:
In auto:
Autostrada A1 Milano – Roma - Napoli
Autostrada A12 Civitavecchia - Roma.
Autostrada A24 L'Aquila - Roma.
Tutte la autostrade incrociano il Grande Raccordo Anulare su cui si trovano poi tutte le uscite per il centro e la periferia di Roma.
In treno:
Le Stazioni principali di Roma sono la Stazione Termini (piazza dei Cinquecento) e la Stazione Tiburtina (p.zza della Stazione Tiburtina). Entrambe le stazioni sono collegate alla Metropolitana e a numerosi autobus per tutte le direzioni che transitano all'esterno delle stazioni stesse.
Distanze:
Milano 584 Km, Venezia 543 Km
Periodo consigliato:
Tutto l’anno.

lunedì 15 giugno 2009

La capitale dell'Andalusia: Siviglia

Salve inguaribili viaggiatori,
la meta che volevo oggi segnalarvi è la capitale dell’Andalusia, ovvero Sevilla (Siviglia) in Spagna.
Il viaggio che vi propongo, non poteva che cominciare con una breve passeggiata per il barrio di Santa Cruz, l'angolo più pittoresco della città di Siviglia, non è altro che il vecchio quartiere ebraico ed è un formicaio di bianchi vicoli e di patios (i caratteristici cortili), con tanti fiori ed alberi di arancio.
In questo quartiere sono raggruppate alcune delle attrattive più note di Siviglia: la cattedrale con la Giralda e l'Alcazar.
La cattedrale di Siviglia ed il suo campanile chiamato, la Giralda, furono costruiti in stile gotico nel quindicesimo e sedicesimo secolo.
La Cattedrale di Siviglia è dedicata a San Fernando, unico re ad essere diventato santo, poiché è a lui che si deve la cacciata dei Mori. La statua che lo raffigura troneggia in un angolo della chiesa.
La cattedrale al suo interno è molto bella ed è formata da nove navate e da vari altari, il suo fascino sta tutto nel suo interno immenso, pieno di cappelle bellissime e del Patio de los naranjos (Patio degli Aranci) con al centro la fontana che nella moschea che sorgeva prima veniva usata per le abluzioni. Dentro la cattedrale cercate di guardare ogni tanto in alto per ammirare le bellissime volte e le sue finestre.
La cattedrale di Siviglia è il più grande edificio Cristiano di tutta la penisola spagnola, il terzo di tutto il mondo.
Dall’interno della Cattedrale stessa si entra all’ingresso alla Torre della Giralda.
Per quanto riguarda la Giralda, vi ricordo che è uno dei simboli di Siviglia, ed è stata per molto tempo la torre più alta mai costruita.
Un tempo era il minareto dell’antica moschea che sorgeva al posto della chiesa cristiana e la sua forma ne tradisce le origini islamiche. È alta 97 metri, costruita in mattoni e sormontata da una statua in bronzo alta 4 metri che rappresenta la Fede; nonostante il suo peso, di 1,3 tonnellate gira su se stessa secondo la direzione del vento da cui il nome (Giralda).
All’interno una rampa conduce alla sommità della torre campanaria da dove è possibile ammirare splendido panorama sulle bellezze della città: il fiume Quadalquivir, le due arene (plaza de toros), le piccole vie che caratterizzano la città.
La Giralda e la Cattedrale di Siviglia sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1987.
All’esterno della Cattedrale, in Plaza del Trionfo, è situato anche l’ingresso di un altro dei siti più ammirati ed interessanti di Siviglia, l’Alcazar.
Nato inizialmente come forte durante il Califfato di Cordova, fu però intorno al 1364che raggiunse il massimo splendore, quando venne costruito il palazzo residenziale dei regnanti ed è per questa funzione che venne da allora adibito e in seguito modificato ed ampliato.
Il palazzo è tuttora utilizzato dalla famiglia reale spagnola per le vacanze o per celebrare alcune ricorrenze come la festa per le nozze di una delle figlie dei sovrani.
All’interno dell’Alcazar è molto bello osservare come, i vari stili architettonici dei vari re (prima musulmani, poi gotici e poi cristiani) si succedano nelle varie stanze, la magnificenza dei saloni, delle decorazioni, degli azulejos, degli arazzi, delle porte intarsiate, fanno di questo un luogo assolutamente da visitare.
Oltre che gli interni meritano una visita anche i giardini dell’Alcazar dove un tripudio di coloratissime cascate di fiori (su tutti enormi buganvillee), di piante ornamentali esotiche e di fontane permettono di ammirare da diversi punti lo splendore del palazzo e rendono questo il luogo ideale per il riposo del corpo e dello spirito.
Un’altra zona di Siviglia da vedere è quella dell’Arenal, il quartiere a ridosso del fiume Guadalquivir.
Qui fa bella mostra di sé la Torre dell’Oro, edificio moresco costruito per proteggere il vecchio porto della città ed ora adibito a museo. Più avanti il Teatro de la Maestranza e poi la Plaza de Toros, settecentesca arena dove si consuma, purtroppo, quello “spettacolo” chiamato corrida.
Da non perdere anche l'antico quartiere gitano “Triana”, posto dall'altra parte del Guadalquivir. E’ famoso per i tanti laboratori di ceramica (azulejos) ed è bellissimo perdersi per le viuzze.
Chi viene a Siviglia non può non assistere ad uno spettacolo di Flamenco.
Questa è la patria di questo ballo, qui la gente ha l'anima zingara, hanno il ritmo nel sangue. Ci sono numerosi locali che offrono lo spettacolo. Magari dopo un’abbondante cena.
La cucina di Siviglia, come quella Andalusa, è molto pesante al nostro palato, ma anche molto buona,
Da provare assolutamente, oltre alla tradizionale paella e sangria, sono:
- Il cocido, una zuppa con carne, salsiccia e legumi.
- La tortilla, classica frittata di patate e cipolla molto alta.
- Il puchero, una zuppa di legumi e verdure, con carne.
Provate ad assaggiare il "tinto con limon" che non è altro che vino rosso con limonata, a dirlo così non ispira ma se lo provate non lo lasciate più.
Provate anche le TAPAS ovvero assaggini che sono, quasi sempre, offerti nei bar, in omaggio a chi chiede una birra o un vino.
Sono convinto che anche voi resterete incantati dalla magica bellezza di Siviglia. Una città piena di cultura, colori, allegria.
Resterete affascinati mentre passeggiate per i suoi quartieri, strette vie, case bianche e edifici color ocra, cascate di bouganville, facciate barocche, osterie e tablao flamenco.
Alla prossima meta.
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it

SCHEDA TECNICA SIVIGLIA

Per ulteriori informazioni:
Ufficio del turismo spagnolo in Italia
Via Broletto, 30 - 20121 Milano
Tel. 0272004617 - Fax.0272004318

Siviglia Tourist Information Offices
Ave. Autopista de San Pablo, s/n Terminal Llegadas. Buzón n° A027
41020 Sevilla - Siviglia ESPANA
Telephone: 954234465
Fax: 954236243

Siti Web:
www.andalucia.org (in spagnolo ed Inglese)

Sito dell’ufficio del turismo spagnolo in Italia www.turismospagnolo.it

Come si raggiunge:
In aereo:
Molte compagnie aeree (anche low-cost) hanno voli dalle principali città italiane per Siviglia a volte con scalo a Madrid o Barcellona.

Ambasciata:
Ambasciata d'Italia a Madrid
Calle Lagasca, 98
28006 Madrid
Tel.: +34 91 4233300
Fax: +34 91 5757776
E-mail: archivio.ambmadrid@esteri.it

Consolato di Siviglia
Calle Fabiola, 10
41004 Sevilla - Siviglia
Telefono: 954.228.576
Fax: 954.228.549
e-mail: consolato@italconsiviglia.com

Fuso orario: stessa ora rispetto all'Italia.
Periodo consigliato: Tutto l’anno.

martedì 12 maggio 2009

Il tempio ed il teatro di Segesta (TP)

Salve inguaribili viaggiatori,
la meta che volevo oggi segnalarvi è il parco archeologico di Segesta in provincia di Trapani.
Storicamente Segesta fu eterna rivale della città di Selinunte, con la quale si contendeva i territori confinanti e sulla quale Segesta ebbe la meglio nel 409 A.C. grazie all'aiuto dei Cartaginesi, propri alleati.
La zona archeologica di Segesta è vicina ad Alcamo e Trapani e sorge, sulla collina di Barbaro, a circa 6 Km dall'abitato di Calatafimi in una zona selvaggia e rocciosa un tempo quasi inaccessibile.
Il primo monumento che vi consiglio a di visitare a Segesta è ll tempio di perfetta architettura greco-sicula che è il meglio conservato della Sicilia.
Il tempio è imponente, molto bello e suggestivo ed era un periptero greco-siceliota di 36 colonne di calcareo conchiglifero, di cui 6 su ognuno dei due frontespizi e 14 su ciascuno dei due lati disposto, secondo l'uso religioso del tempo, da levante a ponente.
Si pensa che il tempio di Segesta, di stile dorico, non sia mai stato terminato, anche perché non presenta resti della cella e della copertura e che non è mai stato dedicato a nessuna divinità e per questo fatto si sia preservato nel corso dei secoli dai vari "conquistatori" che passarono in Sicilia.
Il secondo monumento che vi consiglio di vedere è il teatro che compare dalla cima della collina sulla quale è stato edificato nel III sec. a.c. in periodo ellenistico.
Il teatro, costruito sul versante nord dell’acropoli di Segesta, si apre su un vasto panorama dominato dal monte Inici; a destra lo sguardo arriva fino al golfo di Castellammare.
Nel complesso, il teatro di Segesta poteva contenere circa 4000 spettatori ed è costituito da un perfetto e vasto emiciclo di 63 m di diametro sistemato su un pendio roccioso.
Il teatro è in funzione ancora oggi durante il periodo estivo e la stagione teatrale varia dalla prosa ai concerti di musica leggera classica e richiama spettatori da tutto il mondo che possono assaporare, in un legame senza tempo, le grandi tragedie e commedie che avvincevano gli Antichi.
Vicino al teatro si possono vedere i resti di un castello o, per meglio dire, della dimora del signore che agli inizi del XIII secolo si stabilì sulla cima del Monte Barbaro.
Della costruzione originaria rimane solo il piano terra, ma si suppone fosse dotata di un piano superiore che costituiva la parte propriamente residenziale della famiglia del signore.
La vita della dimora signorile si svolse tutta nel corso del 200: sorta agli inizi del secolo, venne ristrutturata nel secondo quarto, poi abbandonata intorno alla metà del secolo. La sua rovina si protrasse per molto tempo e fu comunque molto graduale, non escludendo anche le funzioni di rustico ricovero.
Dopo un lungo periodo di abbandono, nel 1989 si decise di compiere degli scavi ed il castello era totalmente ricoperta di terra, sassi e vegetazione che ne nascondevano l’effettiva consistenza.
La moschea di Segesta si può datare con sicurezza al XII secolo e fu certamente costruita dalla comunità musulmana che si stabilì sulla cima del Monte Barbaro in quell’epoca.
La costruzione della moschea, avvenuta nel periodo di dominazione normanna dell'isola è un simbolo di un'integrazione culturale e religiosa dei musulmani presenti all’epoca in Sicilia.
La moschea di Segesta, la più antica testimonianza musulmana in Sicilia, è lunga 20 m e larga 11 m ed era in origine divisa in due navate, parallele al muro della qibla (che indica la direzione della preghiera, verso la Mecca).
Proprio al centro di questo muro, per segnalarne la peculiarità, si apre la nicchia del mihrab, elemento presente in tutte le moschee antiche e moderne.
E’ stata proprio la scoperta di questa nicchia a permettere di attribuire al semplice edificio rettangolare la funzione di moschea.
La distruzione della moschea di Segesta dovette avvenire agli inizi del XIII secolo in seguito all’arrivo di un signore cristiano che costruì il vicino castello.
Alla stessa comunità musulmana che frequentava la moschea si possono anche attribuire alcune abitazioni ed il cimitero di rito musulmano rinvenuto nei pressi del teatro.
Dopo aver visitato il parco archeologico di Segesta potete andare in una dei ristoranti di questa parte della Sicilia e così avere la possibilità di assaporare dell’ottimo pesce fresco ed anche alcuni dei piatti tipici che la Sicilia vi offre, tra i quali vi ricordo: gli arancini con carne e piselli, i vermicelli con melanzane, la zuppa di fave, le sarde a beccafico alla palermitana e la caponata di melanzane.
Tra i dolci tipici vi ricordo gli sfinci, la cassata alla siciliana e gli immancabili cannoli alla siciliana.
Segesta è una delle tante bellezze che una terra piena di fascino come la Sicilia offre ai viaggiatori interessati all’arte, alla cultura ed ad un mare incontaminato.
Questa meta è stata visitata utilizzando i servizi offerti da: EDREAMS
Alla prossima meta.
L’inguaribile viaggiatore Enzo Ferrari
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it

SCHEDA TECNICA SEGESTA
Per ulteriori informazioni:
Azienda Provinciale Turismo
Via San F.sco D'Assisi, 27 Trapani
tel. 0923/545511 fax 0923/29430

Sito Web: www.apt.trapani.it/Segesta

Come si raggiunge:
In auto:
Autostrada A29 (Palermo-Trapani) - Uscita Segesta
In treno:
linea Palermo-Trapani - stazione Calatafimi
Distanze:
Roma 1000 Km, Milano 1545 Km, Venezia 1503 Km
Periodo consigliato: Tutto l’anno

mercoledì 1 aprile 2009

Dubrovnik: la perla della Croazia

Salve inguaribili viaggiatori, la meta che volevo oggi segnalarvi è Dubrovnik in Croazia.
Dubrovnik è il nome croato della veneziana Ragusa e merita una visita perchè vanta una lunga e ricca storia ma non è per niente trascurabile la bellezza del suo mare e delle sue isole.
Con i suoi 17 monasteri e chiese ed una delle piú vecchie sinagoghe in Europa, Dubrovnik rappresenta un monumento d’eredità storica ed é protetta dall’UNESCO dal 1979.
Il clima che si respira a Dubrovnik è quello di una ritrovata pace e serenità con la ricostruzione che prosegue dopo che le bombe della guerra del 1991 l'avevano distrutta e pensando al suo passato anche recente si capisce meglio il suo motto, “Non bene pro toto libertas venditur auro” che significa "La libertà non si vende per tutto l'oro del mondo"
Arrivando via mare, la cosa che maggiormente colpisce di Dubrovnik è la bellezza del paesaggio, una costa verdissima che si affaccia su deliziose e minuscole isolette.
La conoscenza di questa città parte dalla scoperta della città vecchia.
La caratteristica principale di Dubrovnik, sono le mura che circondano tutta la città vecchia, incluso il porto, che sono lunghe 1940m completamente percorribili a piedi e, in alcuni punti sono alte fino a 25 metri.
Altro passaggio obbligatorio, per il viaggiatore che visita Dubrovnik è lo Stradun ovvero la strada principale che taglia in due la città vecchia che inizia da Porta Pile (ingresso della città) e termina alla Piazza dell'Orologio dove troverete la colonna di Orlando.
Attraversando lo Stradun sentirete nell’aria il perché i cittadini di Dubrovnik sono orgogliosi del passato celebre della loro città è capirete perchè è il cuore della città antica ed il punto di raccolta favorito dei suoi abitanti.
E poi se vi interessa la storia di Dubrovnik vi consiglio una visita al Palazzo del Rettore e al Museo Marittimo.
Da segnalare il grande culto che Dubrovnik ha verso il proprio patrono, "San Biagio", che troverete raffigurato un pò ovunque, pare che con il suo occhio vigili e ti protegga in ogni momento
Un aspetto degno di nota di Dubrovnik è la presenza di numerose gallerie d'arte, dove i dipinti e le sculture si mescolano in un gradevole connubio di buon gusto.
La sera, il porto vecchio ospita un clima più raccolto ed intimo, le luci suffuse dei locali sembrano non voler offuscare la bellezza delle maestose mura e del mare.
Nei dintorni è da compiere un’escursione nell’isola di Lokrum posta di fronte la città a soli 10-15 minuti di traghetto.
E' una riserva naturale nazionale perciò è una macchia verde in mezzo al mare dal rumore assordante di cicale.
Alla prossima meta.
L’inguaribile viaggiatore
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it


SCHEDA TECNICA DUBROVNIK

Per ulteriori informazioni:
Ente Nazionale Croato per il Turismo
Piazzetta Pattari, 1/320122 MILANO
Tel. 02-86454497

Ufficio turistico di Dubrovnik
Cvijete Zuzorić 1/II, 20000 Dubrovnik,
Tel: +385 20 323 887, 323 889
Fax: +385 20 323 725
Siti Web:
Ente Nazionale Croato per il Turismo
Croazia on line

Come si raggiunge:
In auto:
Autostrada A4 (Venezia-Trieste) Uscita Trieste
poi seguire le indicazioni Opatija, poi per Split e poi Dubrovnik
Distanze:
Roma 480 Km (+traghetto),
Milano 1220 Km,
Venezia 810 Km
Ambasciata:
Ambasciata d'Italia a ZAGABRIA
Meduliceva Ulica 22, Zagabria 10000
telefono: 00385 -1- 48 46 386 / 4875327
fax: 00385 -1- 48 46 384

Documenti:
Per i cittadini italiani basta la carta d’identità valida.
Fuso orario:
In Croazia vige la stessa ora che vige in Italia.
Vacinazioni obbligatorie:
Non è richiesta alcun tipo di vaccinazione.
Periodo consigliato:
Da Aprile ad Ottobre

lunedì 2 marzo 2009

L'isola dei fiori: la Martinica

Salve inguaribili viaggiatori,
la meta che volevo oggi segnalarvi è l’isola della Martinica che è situata nel cuore dell’arcipelago dei Caraibi, la Martinica fa parte del gruppo delle Piccole Antille.
Cristoforo Colombo scopri’ l’isola della Martinica il 15 giugno 1502, alla sua quarta spedizione verso le indie e la battezzò col nome di Martinino, l’isola delle donne, mentre gli indiani Caribi la chiamavano Madinina, l’isola dei fiori.
La Martinica è quella che si può facilmente definire "l'isola dei sogni".
Su quest’isola si possono trovare sia bellissime spiagge (al nord di sabbia nera perchè sono di origine vulcanica, al sud con sabbia bianchissima e cristallina), sia una foresta incredibilmente rigogliosa all'interno, sia un vulcano alto 1400 metri, sia decine di piccoli e caratteristici paesini situati qua e là che rendono la Martinica forse una delle più belle isole caraibiche.
Per avere la possibilità di girare tutta l’isola della Martinica ed ammirare così tutte le sue bellezze vi consiglio di affittare un'auto.
Una persona che atterra nell’aeroporto della capitale Fort-de-France, non ha idea di cosa l’aspetta, ma nel giro di un giorno, capisce che quest' isola gli rimarrà nel cuore per sempre.
Appena scesi dall’aereo avrete un’impressione fantastica, soprattutto per chi non ha mai provato il brivido di un viaggio al caldo in pieno inverno.
Subito sarete avvolti da una vampata di calore: la temperatura si mantiene, infatti, abbastanza costante tra il giorno e la sera, oscillando dai 24° ai 29°, con un'aria per niente umida.
La cosa che mi è piaciuta di più dell’isola della Martinica è sicuramente l'atmosfera che la gente del luogo ti fa respirare, cordiali, sorridenti, felici di vivere.
Se chiedete a qualcuno come và, vi sentirete rispondere “sono vivo quindi va tutto alla grande!!!”
Per loro non conta un gran che il resto, basta gioire della vita stessa, per quanto dura possa essere a volte e voi respirerete questa gioia di vivere e ne sarete fortunatamente contagiati.
Parlando della natura, delle spiagge, dei panorami poi non c'è che dire, ti tolgono il fiato e se decidete di visitare l’isola della Martinica nel periodo a cavallo tra la stagione secca e quella delle piogge, vedrete una Martinica verdissima e stracolma di fiori coloratissimi, con i Flamboyant (alberi che quando sono in fiore esibiscono tutta la loro chioma rossa fuoco) in tutto il loro splendore.
L’isola della Martinica è unica perchè è lontana dal turismo di massa delle altre isole caraibiche più famose, vedi e vivi il vero spirito caraibico, non intaccato dal business del turismo.
E' davvero un paradiso terrestre, il mare ha dei colori meravigliosi ed è circondato da una rigogliosissima vegetazione.
A differenza di altre isole caraibiche propone ai turisti delle escursioni veramente interessanti, come ad esempio la gita al Parco Naturale regionale, che è una fantastica foresta pluviale con tanto di scimmie che si aggirano e addirittura si avvicinano ai visitatori.
Un altro posto che merita senz'altro un'intera giornata nell’isola della Martinica, è la baia di Leveral Beach che è un’indescrivibile piscina naturale dove il Mar dei Caraibi si incontra con l'Oceano, creando dei meravigliosi giochi di luce e di colore.
La famosa “Route de la Trace” è una delle strade turistiche più belle dell’isola. E’ un vero percorso botanico, nel cuore della splendida foresta tropicale dove si incontrano le felci arborescenti, la via porta fino al monte Pelée, attraversando torrenti impetuosi.
L’Organizzazione ed i servizi sono sempre all'altezza della tradizione europea, senza sorprese di sorta, l'isola, d'altra parte è un DOM (dipartimento d’oltremare francese) e non manca nulla; collegamenti aerei diretti dall'aeroporto C.De Gaulle di Parigi,con i migliori tour operator che danno il meglio di sè con infrastrutture ed ambientazioni di alberghi e residences tra le più belle del mondo.
Vi voglio segnalare due spiagge che mi hanno particolarmente colpito dell’isola della Martinica:
Anse Mitan che è sicuramente una delle migliori, una spiaggia stretta con un mare bellissimo. L'acqua è di un verde smeraldo intenso, veramente
stupenda.
Qui, ricordatevi di portare con voi la maschera ed il boccaglio, qui riuscirete finalmente a vedere pesci colorati e stelle marine. Inoltre, c'è un chioschetto sulla spiaggia che cucina del buon pesce.
Point du bout è forse la spiaggia più frequentata insieme alle Salines, data la sua vicinanza a Fort-de France. E' la spiaggia dotata di più attrezzature turistiche.
La parte più alta dell'isola è costituita dal vulcano Montegne Pelée, alto 1397 metri.
Da non perdere, per gli amanti del golf, il famoso Golf de la Martinique, splendido green, progettato da un famoso architetto, che rispetta l'aspetto paesaggistico di questo sito naturale dove e' posto: rive, alberi, specchi d'acqua, etc.
Di sera, poi lasciatevi trasportare dai ritmi della tipica musica zoul, davanti ad un buon bicchiere di rum e magari assaporate i gustosi piatti locali.
Quelli che preferisco sono il Colombo de cabri (granchi farciti), le accras de moure (frittelle ripiene di merluzzo usate come stuzzichino per accompagnare il rum), Poulet boucané (pollo affumicato con la canna da zucchero), ed il Calalou (zuppa a base di verdura, maiale o granchio).
Volete comprare un souvenir particolare? Io vi consiglio di comprare il bakoua che é il cappello emblema della Martinica, esistono ancora pochi artigiani in grado di farlo interamente a mano, è fatto con le foglie del bakoua, la pianta da cui prende il nome, seccate e divise in nastri, quindi intrecciate con un lavoro minuzioso per ottenere questo particolarissimo cappello impermeabile. Lo troverete senz’altro in uno dei numerosi mercatini di artigianato locale che sono presenti sull’isola.
In Martinica, la scelta dei divertimenti serali e notturni rispecchia le diversità e le sfaccettature di un'isola dei Carabi ricca di tradizioni e usanze ma proiettata nel nuovo millennio.
Una cosa certa è che gli abitanti della Martinica amano “fare la festa” e non vi annoierete sicuramente.
Sono rimasto molto affascinato dalla gente del posto perchè i martinicani sono cordiali, disponibili e sempre sorridenti.
Qui la vita sembra essersi fermata e vivono in una pace d’altri tempi, molte persone che camminano a piedi per le strade e moltissimi martinicani fanno l’autostop e non sembrano avere la minima fretta e attendono pazientemente che qualcuno si fermi.

Al nord dell’isola della Martinica ho visto moltissime piantagioni di banane, mentre il sud è ricco di canne da zucchero, dalla cui lavorazione si ottiene un ottimo rhum.
Io la consiglio a viaggiatori alla ricerca di qualcosa di particolare e che sanno apprezzare il valore della unicità e della diversità dalla nostra realtà di tutti i giorni, lontano dagli stress che ci assillano, lontano dalla futilità delle cose che siamo soliti cercare nel nostro paese, nel nostro modo di vivere.

Alla prossima meta.
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it


SCHEDA TECNICA MARTINICA
Per ulteriori informazioni:
Ufficio turistico
Per le informazioni: Tel. 899.199.072 (0,52 EUR + IVA al minuto)
Uffici amm.: Via Larga 7 -20121 Milano
Email: info.it@franceguide.com
Siti Web:
Sito ufficiale del turismo in martinica
http://www.martinica-turismo.it/index.asp
Ente nazionale francese per il turismo
http://www.franceguide.com/

Come si raggiunge:
In aereo:
l’aeroporto intercontinentale Le Lamentine ha collegamenti giornalieri, con diverse compagnie aeree, con Parigi, Miami, Montreal, nonché, naturalmente, con tutte le isole dei Caraibi.
Ambasciata:
Ambasciata d'Italia a Parigi (in Francia)
51, Rue de Varenne
F-75343 Paris, France.
Tel.: +33 (0)1 49 54 03 00 Fax: +33 (0)1 49 54 04 10
Consolato onorario italiano in Martinica
Console Landi Vincent
Boulevard Allègre, 28
97200 Fort de France
Tel/fax. 0596.705475
Documenti:
Essendo la Martinica territorio francese e quindi parte dell'Unione Europea per i cittadini italiani è sufficiente la carta d'identità.
Fuso orario:
5h rispetto all'Italia, -6h quando in Italia vige l'ora legale.
Vaccinazioni obbligatorie:
nessuna
Periodo consigliato:
Da metà novembre a metà maggio: i temporali sono rari, le temperature sono molto piacevoli e si aggirano intorno ai 28-29 gradi.
In questo periodo il clima è leggermente più fresco e secco rispetto al resto dell'anno.

lunedì 2 febbraio 2009

Heidelberg: la perla romantica sul fiume Neckar

Salve inguaribili viaggiatori,
la meta che volevo oggi segnalarvi è Heidelberg che è una piccola cittadina della regione del Baden-Württemberg situata poco a nord di Stoccarda.
Appena giunti nei pressi di Heidelberg si viene subito abbagliati dalla bellezza delle rovine del castello, annoverato come uno dei monumenti più imporanti d'Europa.
L’attrazione principale del castello di Heidelberg è sicuramente la grosses Fass, la più grande botte di vino della Germania, veramente qualcosa di impressionante.
La cittadina sorge sulle sponde del fiume Neckar in una valle attorniata da verdi colline piene di boschi.
Sul fianco di una collina si snoda la "via dei filosofi" da cui si ammira un bellissimo panorama della città con la sua famosa università e con l'antico ponte che permette di attraversare il fiume.
Il giro che vi propongo di Heidelberg inizia proprio dall'edificio barocco a tre piani che ospita la Vecchia Università; sul suo tetto ricurvo si elevano le due torri campanarie e quella dell'orologio. All'inteno si possono ancora ammirare il rettorato e la splendida aula magna che fu rivestita con un soffitto a cassettoni e pitture murali in occasione del 500esimo anniversario. Ora solo le materie umanistiche conservano le loro aule nella vecchia città, anche se il piazzale della vecchia università è rimasto il punto d'incontro dei giovani di Heidelberg.
In Augustinergasse, sul retro dell'università, si trova l'entrata del carcere studentesco che, tra il XVIII e il XIX secolo, accoglieva gli studenti che si macchiavano di disturbo della quiete, ubriachezza o molestie gravi.
I soffitti e le pareti di queste celle sono ancora ricchi di disegni degli studenti rinchiusi.
Sul lato meridionale della piazza sorge la nuova Università, del 1928, che ingloba in un angolo la Hexenturm (Torre della Strega), unica delle torri medioevali rimasta. Superato qualche scalino ci si trova in uno dei più bei cortili gesuiti, il "Collegium Academicum", con annessa la chiesa "Jusuitenkirche".
Addentrandoci ora nei vicoletti del centro storico, riusciamo veramente ad apprezzare la magia che avvolge Heidelberg; sembra di essere all'interno di una favola!
Turisti appassionati d'arte avranno l'imbarazzo della scelta tra più di 10 musei. Tra questi il «Kurpfälzisches Museum» (Museo del Palatinato Elettorale), il Textilmuseum (Museo tessile), l'Apothekenmuseum (Museo di farmacia), il Kunstverein (Associazione artistica) oltre a numerose gallerie private.
All'altezza del municipio di Heidelberg, l'isola pedonale del centro si apre su Kornmarkt (mercato delle granaglie) da cui si possono ammirare le rovine del castello. Al centro della piazza è possibile vedere la fontana con la famosa statua della Kornmarktmadonna risalente al 1718. Lasciando la piazza percorrendo Karlstrasse si giunge alla Karlplatz dove al centro si ammira la moderna fontana dedicata a Munster. Sul lato meridionale della piazza sorge il Grossherzoglichen Palais (palazzo del Granduca), bellissima costruzione barocca edificata ad inizi del 1700.
Rientrando nel centro storico di Heidelberg, possiamo ora ammirare Am Marktplatz (piazza del mercato) con al centro la fontana di Ercole. Gli edifici più caratteristici della piazza sono il municipio e la chiesa di Santo Spirito.
Nell'angolo della piazza è possibile scorgere la Heiliggeeistkirche (Chiesa di Santo Spirito), stupenda chiesa gotica che, a differenza di altre, ha una struttura unitaria per la facciata per cui dall'esterno non è possibile riconoscere nè il coro nè le navate laterali. La prima pietra della chiesa fu posta dal principe Ruperto III nel 1398. Ricordatevi di salire sulla torre della chiesa, ci sono più di 200 gradini da fare a chiocciola, ma la fatica che farete sarà ricompensata dal panorama della città vecchia ed il castello che si staglia sulla collina.
Sul lato opposto della Hauptstrasse si può vedere la Casa del Cavaliere, unica abitazione civile che sopravvisse alle guerre del XVII secolo senza grossi danni. Dopo la distruzione della città servì per dieci anni come municipio. Dal 1703 è un albergo.
Lasciando la piazza percorrendo Steinstrasse, vi appare imponente il ponte ad arco Alte Brucke (Ponte vecchio) che unisce le due rive del fiume, con bellissima porta a due torri Bruckentor (porta del ponte); vale la pena di attraversare il ponte fino all’altra sponda e godersi dal basso tutta la città vecchia, “incoronata” dal castello. Le due torri, erette con la fortificazione medioevale, servivano a vegliare l'ingresso del ponte di legno.
La costruzione di collegamento sorse nel 1788 insieme all'elegante ponte di pietra che sostituì 8 ponti di legno che venivano distrutti continuamente da piene e giacchi alla deriva.
Vicino al ponte potete trovare un vecchio granaio ed una fabbrica di birra.
Alla prossima meta.
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it


SCHEDA TECNICA HEIDELBERG

Per ulteriori informazioni:
Heidelberger Kongress und Tourismus GmbHZiegelhäuser Landstraße 3, 69120 Heidelberg
Tel. +49 (0) 62 21-14 22-0
Fax +49 (0) 62 21-14 22 22
E-Mail: info@cvb-heidelberg.de
Siti Web:
Sito ufficiale turismo Heidelberg
http://www.heidelberg-marketing.de

Come si raggiunge:
In auto:
A5/A656 (Darmstadt-Karlsruhe/Basel), uscita allo svincolo autostradale Heidelberg oppure HD-Schwetzingen.
In treno:
Heidelberg è collegata con la rete ICE, IC/EC della Deutsche Bahn SA (ferrovie tedesche)

Distanze:
Roma 1170 Km, Milano 580 Km, Venezia 770 Km
Ambasciata:
Ambasciata d'Italia a BERLINO
Hiroshimastrasse 1
D-10785 Berlino
Tel.: +49 30 254400
Fax: +49 30 25440140
E-mail: sociale.berlino@esteri.it
segreteria.berlino@esteri.it
STOCCARDA Consolato Generale d'ItaliaLenzhalde, n. 69 D-70192 Stuttgart
Tel: 0049/711/25630
Fax: 0049/711/2563136
E-mail: consolato.stoccarda@esteri.it
Fuso orario:
stessa ora rispetto all'Italia.
Vacinazioni obbligatorie:
Nessuna
Periodo consigliato:
Tarda primavera - estate

giovedì 8 gennaio 2009

Le mille ed una luce di Las Vegas

Salve inguaribili viaggiatori,
la meta che volevo oggi segnalarvi è Las Vegas.
La città di Las Vegas non si può spiegare in due parole, Las Vegas la si deve vivere, si può scrivere di questa città all'infinito, descriverne ogni metro quadrato nel modo più dettagliato possibile, ma neanche questo riuscirebbe a farvi provare l’atmosfera da “luna-park” che si respira in questa città.
Per questo l'unico vero modo per “capire” questa città e tutto quello che le gira intorno è visitarla.
Las Vegas è una città unica al mondo, la classica “americanata” creata solo per far divertire le persone.
Una delle “meraviglie” di Las Vegas sono gli hotel che sono dislocati lungo il Las Vegas Boulevard, soprannominata 'la Strip' (la striscia) e nella zona Downtown.
Tutta la città è in concreto concentrata in queste due zone, alle cui estremità ci si ritrova immediatamente nel deserto.
Lo spettacolo della città dall'alto, è facilmente visibile dalla sommità della torre Eiffel dell'albergo Paris. Questo albergo è uno dei più recenti, ovviamente ispirato alla città francese, ripropone oltre alla torre, il teatro dell'Opera e l'arco di Trionfo.
Un altro albergo che si può vedere a Las Vegas è il Luxor, che rievoca il passato al tempo degli antichi egizi. Pezzo forte di questo albergo è la piramide, alla cui sommità è posto un faro che pare sia visibile addirittura dalla luna. Davanti alla piramide, all'ingresso dell'hotel, si può notare la sfinge (veramente alta) perfettamente riprodotta. All'interno della piramide, oltre all'immancabile casino', si trovano anche numerose stanze, per accedere alle quali si deve usare "l'inclinator", la versione 'inclinata' del più comune 'elevator' (ascensore).
L’hotel Bellagio è un altro costoso albergo di Las Vegas, ispirato alla località sul lago di Como, e proprio un lago è il suo emblema.
Questo hotel è famoso per gli spettacoli delle fontane al suo interno che sono una delle maggiori attrazioni. Tutte le sere, ogni 15/20 minuti, il lago si anima di luci, getti d'acqua e note melodiose di canzoni italiane e arie cantate dai nostri Bocelli e Pavarotti. Inutile affermare che essendo uno spettacolo gratuito è sempre pieno di turisti.
Vicino al Bellagio si trova un altro hotel il New York New York, che attrae la sua attenzione per una enorme statua della libertà posta accanto ad una piccola ma certo veloce montagna russa.
Ovviamente non sono solo questi gli alberghi famosi di Las Vegas, infatti ci sono anche il Caesar's Palace (antica Roma), il Treasure Island (l'isola del tesoro, dove vi consiglio di assistere alla battaglia tra corsari), il MGM (quella del leone), l'Excalibur (mago Merlino e re Artù), il Mandalay Bay (stile tropicale), e tanti altri ancora.
Vi consiglio di fare un giro lungo la “strip” di sera, quando Las Vegas dà il meglio di se; assisterete ad uno spettacolo ineguagliabile di luci al neon che si accendono e si spengono.
Per girare Las Vegas non è strettamente necessario l'uso dell'auto, bastano i taxi e i pullman ed in ogni caso tutti gli alberghi sono raggiungibili a piedi. Oltretutto, alcuni collegamenti tra un albergo e l'altro sono facilitati da tapis roulant o monorotaie iperveloci, come quello tra Excalibur, Luxor e Mandalay Bay.
Ogni albergo, ha al suo interno, un casino'. La struttura dei casino' è praticamente identica per tutti: uno spazio immenso, con slot machine ovunque lungo il perimetro della 'sala', altri slot più al centro e, in mezzo al continuo 'tintinnio' delle monete vinte dalle macchinette, si snoda il 'serpentone' dei tavoli da gioco, dai più classici del Black Jack e Roulette, ai più chiassosi del Craps.
Ogni tavolo ha un “cartello” con l'indicazione della giocata minima relativa. Il che significa che ci sono tavoli in cui si può puntare da 1 dollaro in su, quindi ricordatevi di leggere la puntata prima di sedervi al tavolo, per evitare brutte sorprese.
Ci sono anche aree dedicate a slot machine da 10 dollari in su e queste sono facilmente riconoscibili in quanto spesso non vedrete nessuno a giocare, se non qualche rara persona che tenta il tutto per tutto.. (chissà quante persone si sono rovinate in questa città)
E se dopo aver girato per Las Vegas vi venisse un pò di fame? Niente problema, perchè a Las Vegas, per quanto riguarda il cibo, direi che c'è l'imbarazzo della scelta. Ogni albergo ha diversi ristoranti tra i quali scegliere e rappresentano tutte le “cucine internazionali” possibili ed immaginabili.
Il bello è che tutti i ristoranti sono accessibili a chiunque, a prescindere dall'albergo nel quale si alloggia, basta dire che si è dei “players” ovvero dei giocatori.
Una cosa bella di Las Vegas è il Buffet che qui è un istituzione.
Ogni albergo offre un proprio ristorante a Buffet 'all-you-can-eat', che significa che si paga un prezzo fisso e si mangia la quantità di cibo che si vuole.
Dopo una breve fila si entra in una grande stanza con centinaia di tavoli, vi sarà assegnato un tavolo per voi (qui si fa sempre la fila ed il tavolo vi è assegnato dal cameriere, non è come da noi un arrembaggio) e poi potrete alzarvi ed andare nelle varie zone (qui le chiamano stazioni) ognuna con una cucina diversa.
Di solito le stazioni sono: stazione con i “gioielli del mare” (ostriche, gamberi chele di granchio e salmone), una stazione per le insalate, una di cucina italiana (buona) una con grigliate miste, una di cucina asiatica (cinese e giapponese), una di cucina dell’Europa dell’est (buona e varia) ed una di cucina messicana. Per terminare una stazione di dolci.
La varietà del cibo è enorme e la qualità è ottima.
Alla prossima meta.
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it

SCHEDA TECNICA LAS VEGAS (NV)

Per ulteriori informazioni:
Ambasciata UsaVia Veneto, 119/A - 00187 RomaTel. 46741 Fax 46742356

Las Vegas Visitor Information Center
3150 Paradise RoadLas Vegas, NV 89109-9096

Siti Web:
Las Vegas Visitor Information Center
http://www.visitlasvegas.com/
(In inglese e Spagnolo)
Sito dell’ambasciata USA in Italia
http://www.usembassy.it/

Come si raggiunge:
Non esistono voli di linea diretti dall’Italia a Las Vegas.
E’ però raggiungibile dai principali aeroporti italiani con uno scalo a New York o Chicago.

Ambasciata:
Sede dell'Ambasciata1601, Fuller St. N.W.Washington, DC 20009Tel. 001202-3285500/1/2/3/4
Fax 3285593 e 4832187
Agenzia Consolare di LAS VEGAS
302 East Carson Suite 830Las Vegas,NV 89101tel:(702) 386 4136 - fax:(702) 386 4139

Documenti:
Per i cittadini italiani serve il passaporto valido la cui durata copre l’intera durata del soggiorno.
Per recarsi negli Stati Uniti d’America senza necessità di visto, usufruendo del programma “Visa Waiver Program - Viaggio senza Visto”, sono validi i seguenti passaporti:
- passaporto a lettura ottica rilasciato o rinnovato prima del 26 ottobre 2005
- passaporto con foto digitale rilasciato fra il 26 ottobre 2005 e il 26 ottobre 2006
- passaporto elettronico emesso a partire dal 26 ottobre 2006.
Per tutti gli altri casi è necessario farsi rilasciare il visto

Fuso orario:
8 ore in meno rispetto all'Italia.

Vaccinazioni obbligatorie:
Nessuna vaccinazione obbligatoria.

Periodo consigliato:
Tutto l’anno.

venerdì 5 dicembre 2008

Il paradiso dello sci: Plan de Corones (Kronplatz)

Salve inguaribili viaggiatori,
la meta che volevo oggi segnalarvi è il comprensorio sciistico di Plan de Corones (Kronplatz.
Il comprensorio di Plan de Corones (Kronplatz)si trova in Alto Adige e comprende i comuni di Brunico, Falzes, San Vigilio di Marebbe, Chienes, Valdaora, San Lorenzo di Sebato, Rasun d'Anterselva, Terento, Tesido, Monguelfo e San Martino in Badia.
Plan de Corones (Kronplatz) è un monte alto 2.275 metri situato nel cuore delle Dolomiti ed ha proprio la forma di un panettone, vista la sua cima molto arrotondata.Arrivati in cima lo spettacolo è ancora più affascinante: a 360° si possono ammirare le cime più note di queste Alpi.
La maestosità della montagna si impone in tutta la sua selvaggia bellezza agli occhi del visitatore, sia esso uno sciatore, un alpinista o semplicemente un appassionato di belle passeggiate ad alta quota.
La presenza di oltre 30 impianti di risalita tutti modernissimi, dalle numerose cabinovie alle seggiovie a 6 posti, fa in modo che, pur essendo Plan de Corones (Kronplatz)una zona molto frequentata è difficile fare la coda.
Arrivati in cima, ti rendi conto della bellezza del posto e della natura incontaminata che ti circonda e puoi iniziare a sciare visto che da là partono ben 90 Km di piste di tutte le difficoltà dalla baby alla pista nera, quindi tutti gli sciatori trovano la pista adatta alla loro capacità.
Tra le piste del comprensorio, da segnalare:
- la "Sylvester", una pista nera decisamente impegnativa e lunga che corre sul versante nord per circa 9 km fino a Brunico;
- la "Pre da Peres", una bella rossa con un notevole muro iniziale;
- la recentissima "Erta" (San Vigilio di Marebbe), una nera che è un vero e proprio salto nel vuoto, un muro ripidissimo che scende verso il paese.
- La pista “Olang””che porta dalla cima a Valdaora lunga ben 6Km, è una pista rossa che ti permette di sciare a lungo e di poter ammirare dei paesaggi stupendi.
Se vi stancate di sciare o volete prendere il sole, non avete che l’imbarazzo della scelta nel dove fermarvi, infatti, ci sono numerose baite lungo le piste; dalla più grande e tecnologica dove tra ascensori e scale mobili rischi di perderti a quella caratteristica in legno dove puoi trovare in un’atmosfera veramente famigliare, oltre che ad un pò di tepore, anche la tipica cucina tirolese come wurstel, crauti, canederli in brodo e stinco di maiale.
Oltre che allo sci alpino nella zona turistica di Plan de Corones (Kronplatz) è possibile praticare anche lo sci da fondo e vi sono anche due piste di slittino a Valdaora e a Falzes, vi è la possibilità di passeggiate con racchette da neve e provare l’esperienza di romantiche gite a cavallo sulla neve.
Terminato di sciare, se non avete le gambe “distrutte”, potere andare in uno dei vari Après-Ski esistenti dove potete incontrare persone che vengono da tutta europa e scambiare con loro impressioni sulla giornata sciistica, ascoltando musica tipica e bevendo fiumi di birra, il divertimento è assicurato.
Plan de Corones (Kronplatz) fa parte del comprensorio del Dolomiti supersky e quindi il costo dello skipass giornaliero è in linea con quello delle valli vicine che offrono molti meno impianti.
Arrivati in cima a Plan de Corones (Kronplatz)noterete senz’altro la più grande campana che esiste nell’arco alpino, la campana “Concordia 2000” che pesa più di 17.000 kg, ha un diametro di 3 metri ed è alta 2.82 metri.
L’iscrizione latina che sancisce il profondo significato di Concordia 2000 è “Donet deus populis pacem” (doni Dio la pace ai popoli) e la potete sentire tutti i mercoledì, venerdì, sabato e domenica alle ore 12.10.
Per pernottare, esiste l’imbarazzo della scelta, essendo il comprensorio di Plan de Corones (Kronplatz) grande che comprende numerosi comuni, mediamente per 25-30 euro trovi il pernottamento e la prima colazione durante tutta la stagione, ed in più l’ospitalità è quella tipica altoatesina, gentile ed educata.Alla prossima meta.
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it



SCHEDA TECNICA PLAN DE CORONES

Per ulteriori informazioni:
Ufficio informazioni
Piazza municipio 7
39031 BRUNICO (BZ)Tel. 0474 555 447Fax 0474 530018
Siti Web:
Sito dolomiti superski www.dolomitisuperski.com/crontour
Sito Plan de corones ww.kronplatz.com/it

Come si raggiunge:
In auto:
Autostrada del Brennero fino all'uscita Bressanone/Val Pusteria, poi statale SS49-E66.
In treno:
Collegamenti di treni nazionali ed internazionali fino a Fortezza.
Da Fortezza coincidenze per la Val Pusteria con fermate a Chienes/Casteldarne, Brunico, Valdaora e Monguelfo.
Da Brunico servizio pullman per tutte le altre località dell'Area Vacanze Plan de Corones.
Distanze
Roma 730 Km, Milano 360 Km, Venezia 230 Km.

venerdì 7 novembre 2008

Mozart e la sua città

Salve inguaribili viaggiatori,
la meta che volevo oggi segnalarvi è Salzburg (Salisburgo), una graziosa cittadina austriaca.
La città di Salisburgo è piccola ma deliziosa, quando si varcano le mura perimetrali, si entra nel mondo antico. Sembra di vivere in una favola.
Non è però indispensabile scoprire monumenti e palazzi per apprezzare Salisburgo: è bello anche gironzolare senza meta per la città, curiosare tra le vetrine dei negozi (uno più bello dell'altro) che si susseguono.
Le case medioevali variopinte, spesso caratterizzata da un’affascinante asimmetria, con le loro ricche decorazioni e le insegne artistiche sono, una mescolanza, di stile architettonico austriaco, tedesco meridionale e italiano, unica nel suo genere.
Non per niente il centro storico di Salisburgo è stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.
Il centro storico di Salisburgo è tutto raccolto attorno al grandioso duomo, circondato dalle tre piazze principali della città: Domplatz, Residenzplatz, Kapitelplatz.
In quest'ultima, quella verso il monte che domina la cittadina (il Monchsberg), c'è anche una scacchiera dipinta con i pezzi di legno alti un metro con cui i salisburghesi si dilettano in partite seguitissime dai turisti.
Chi viene a Salisburgo, deve vedere sicuramente la Residenz, il palazzo degli arcivescovi che per secoli hanno retto la città, con degli arredi fatti arrivare direttamente da Vienna. All'interno, la sala in cui Mozart si è esibito per la prima volta, a 6 anni.
Nel vostro gironzolare per Salisburgo vi consiglio di passare per la Getreidegasse che è una stretta via pedonale, sempre animata e piena di negozietti la cui caratteristica saliente sono le pittoresche insegne che ornano le facciate, tutte in ferro battuto, alcune d’orate e riccamente lavorate.
Ma torniamo a parlare della città di Salisburgo, essa come sapete è eternamente legata alla figura del grande compositore W.Amadeus Mozart e girando per le vie del centro storico si ha quasi l’impressione di sentire le sue melodie aleggiare nell’aria.
In ogni vicolo si possono trovare gruppi di musicisti che eseguono brani di musica essenzialmente classica, ma anche di nuove espressioni moderne e questo ci permette di respirare ancora una volta l’atmosfera magica di questa città, riascoltando con la mente le melodie immortali composte più di due secoli fa dal suo figlio più grande, che da allora costituiscono uno dei pilastri della cultura e dello spirito europeo.
A lui sono dedicati anche i Mozartkugeln, delle praline di marzapane e crema al torrone ricoperte di cioccolato, il classico souvenir che chiunque porta ad amici e parenti.
Quando girate per Salisburgo, non dimenticate inoltre di fare una tappa presso una delle fantastiche pasticcerie che ci sono e di gustarvi una deliziosa Sacher o uno strudel di mele caldo.
Un’altra specialità che vi consiglio di assaggiare è il Brezen (una specie di pane ai vari gusti: quello normale è salato, c’è quello ricoperto di cioccolato, quello alle mele, eccetera) accompagnato da un buon bicchiere di Gluhwein, ovvero di vin brulè.
Sulla collina che sovrasta Salisburgo, c’è il bellissimo castello-fortezza di Hohensalzburg.
Una visita ne vale davvero la pena; potete salire con la funicolare, che in pochi minuti vi porta sulla cima, e poi scendere a piedi dall’antica strada.
Arrivati in cima rimarrete stupiti dal bellissimo panorama che vi offre le sue mura, avrete una visione a 360° su Salisburgo ed i sui dintorni.
Una piacevole gita nei dintorni di Salisburgo, che si effettua in una mezza giornata è la visita al castello di Hellbrunn, residenza di campagna del principe-vescovo di Salisburgo, che dista 4 Km dal centro cittadino.
Ha un parco bellissimo, comprensivo di uno zoo, di una serie di laghi, del bel castello “di un mese” (chiamato così per essere stato edificato, per una scommessa, in un solo mese), e poi della grande grotta, con una perfetta acustica dove ora vengono fatti dei concerti.
Il pezzo forte di Hellbrunn sono i giochi d’acqua. All’interno del suo giardino, il principe–vescovo, per far divertire i suoi ospiti, fece progettare dei bellissimi giochi d’acqua.
Si inizia dal tavolo adibito alle cene all’aperto, dove ad un certo punto, per ordine del padrone di casa, dalle sedie uscivano zampilli d’acqua, passando poi a getti improvvisi tra i vialetti, azionati da piccoli trabocchetti.
Per non parlare delle fontane, oppure della stanza dove i getti d’acqua, passando per pertugi segreti, fanno cantare melodiosamente gli uccelli scolpiti sulle pareti.
Fino ad arrivare ad un bellissimo carillon di legno, grande 3m x 2.5 circa, dove l’acqua fa partire una musica e muove le tante statuine di legno che vi sono all’interno e che rappresentano i mestieri e la vita di Salisburgo.
Davvero affascinante!!
La bellezza di Salisburgo è tutto ciò e molto di più, l’atmosfera della città ha qualcosa di difficile da definire, qualcosa di indescrivibile che si può percepire solo venendoci di persona.
Alla prossima meta.
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it


SCHEDA TECNICA SALISBURGO

Per ulteriori informazioni:
Ufficio del Turismo di SalisburgoAuerspergstraße 6A-5020 Salzburgtel. 0043-662-88987-0fax 0043-662- 88987-32email : tourist@salzburg.info

Siti Web:
Ufficio del Turismo di Salisburgo http://it.salzburg.info/
Ufficio del Turismo austriaco http://www.austria.info/

Come si raggiunge:
In auto:
Autostrada A1 Vienna Linz Salzburg (Salisburgo)
Autostrada A10 Villach Salzburg (Salisburgo)
In treno:
Linea Vienna-Monaco di Baviera

Distanze
Roma 950 Km, Milano 577 Km, Venezia 440 Km.

Ambasciata:
Ambasciata d'Italia a VIENNA
Rennweg, 27 A-1030 Vienna
Tel: +43 (1) 7125121 Fax: +43 (1) 7139719
E-mail: ambasciata.vienna@esteri.it

Consolato onorario a Salisburgo
Lederergasse 6 - 5020 Salisburgo
Tel. 0043 (662) 878301 Fax 0043(662) 878301

Fuso orario: Stessa ora rispetto all'Italia.

Periodo consigliato: Tutto l’anno.

venerdì 3 ottobre 2008

Foto e commenti degli Hotel, bed and breakfast, pub e ristoranti del mio viaggio in Irlanda

Salve inguaribili viaggiatori,
Dopo aver letto il mio precedente post, molti di voi mi hanno chiesto maggiori informazioni su dove ho alloggiato e dove ho mangiato durante il mio viaggio in Irlanda.
Rispondere singolarmente, sarebbe troppo lungo ed allora rimedio facendo l’elenco dei Bed and Breakfast ed hotel da me provati ed i locali dove ho mangiato.
In Irlanda, in tutti i posti dove ho soggiornato, mi sono trovato bene, le camere erano spaziose ed i bagni puliti. La prima colazione era sempre abbondante ed i proprietari erano delle persone molto gentili e pronte a rispondere a tutte le mie domande sui luoghi da visitare.
Anche nei locali dove ho mangiato ho sempre trovato un alto livello di pulizia (forse più che in Italia) ed il cibo è sempre stato ottimo.
Se dovessi tornare in Irlanda, tornerei in tutti i locali visitati.
Potete guardare le foto degli alloggi e di qualche pub nella sezione foto di questo Blog.
Se avete altre curiosità o volete maggiori informazioni, non esitate a contattarmi all’indirizzo email sottoriportato.
Alla prossima meta.
L’inguaribile viaggiatore
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it

Mercoledì 30/7 e Giovedì 31/7 - Dublino
Dormito - Jurys Inn Parnell Street
Address : Moore Street Plaza, Parnell Street, Dublin 1 - Ireland
Telephone No: +353 1 878 4900
Fax: +353 1 878 4999
Web Address:
http://dublinhotels.jurysinns.com/jurysinn_parnellstreet
Pranzato - Sinnotts Bar
Address : South King Street - Dublin 2 - DublinTelephone No: 1 4784698
Cenato - The Quays Irish Restaurant
Address : 10-12 Temple Bar Square, Dublin 2 - Ireland
Telephone No: +353 (1) 6791923
Fax : +353 (1) 6713922
Web Address: http://www.quaysrestaurant.com/
Email Address: paulamirt@yahoo.ie

Venerdì 1/8 - Killarney
Dormito - Salmon Leap Farm
Address : Glenflesk, Killarney Co.Kerry - Ireland
Telephone No: +353 64 53005
Web Address: http://www.salmonleapfarm.com/
Email Address: salmleap@indigo.ie
Pranzato - Playwright BarAddress: High St. & Kieran St., - KilkennyTelephone No: 056 7702775
Cenato - Flesk Restaurant
Address : 14 Main St. - Killarney
Telephone No: +353 064 31128

Sabato 2/8 - Newcastle West
Dormito – Ballingowan House
Address : Limerick Road - Newcastle West
Telephone No: +353 069 62341
Web Address: www.ballingowanhouse.com
Email Address: ballingowanhouse@tinet.ie
Cenato - The Blind Piper
Address : Caherdaniel Kerry, IrelandTelephone No: +353 (0)66 947 5126Fax:+353 (0)66 947 5002Email Address: blindpiper@indigo.ie

Domenica 3/8 e Lunedì 4/8 – Galway
Dormito – Almara House
Address : 2 Merlin Gate, Dublin Road, Galway
Telephone No: +353 91 755345
Fax: 00 353 91 771585
Web Address: www.almarahouse.com/italian_index.html
Email Address: matthewkiernan@eircom.net
Pranzato - Vaughans Anchor Inn,
Address : Main Street, Liscannor, Co. Clare Telephone No: 065 7081548
Web Address: http://www.vaughans.ie/
Email Address: mailto:%20info@vaughans.ie
Cenato – Quays restaurant
Address : 21 Quay Street, Galway City,
Telephone No: +353 (0)91 565-662
Fax: +353 (0)91 563-232
Web Address: http://www.winebar.ie/

Il secondo giorno abbiamo pranzato alle Isole Aran e cenato poi al Galway city, solo che non ricordo esattamente i nomi dei locali.

Martedì 5/8 Letterkenny
Dormito – White Park B&B
Address : Ballyraine Letterkenny
Telephone No: +353 74 9124067
Web Address: www.accommodationletterkenny.com
Email Address:whiteparkhouse@eircom.net
Pranzato - Restaurant at Kylemore Abbey
Address: About 3/4 km ( 1/2 mi) back from Kylemore Valley Rd., Letterfrack, Co. Galway
Phone: 095 41448
Web Address: http://www.kylemoreabbey.com%20/
Cenato - The Yellow pepper restaurant
Address: Yellow Pepper, 36 Lower Main Street, Letterkenny.
Telephone No: (074) 91 24133.
Web Address: www.yellowpepperrestaurant.com
Email Address: info@yellowpepperrestaurant.com.

Mercoledì 6 - Belfast
Dormito - Days Hotel Belfast
Address : 40 Hope Street Belfast, BT12 5EE Regno Unito
Telephone No: +44 28 90891892
Web Address: http://www.dayshotelbelfast.co.uk/
Email Address: mail@dayshotelbelfast.co.uk
Pranzato – Distillery Kitchen Restaurant Old Bushmills Distillery
Address : 2 Distillery Road, Bushmills Co Antrim BT57 8XH.Telephone No: +44 (0) 28 20731521
Email Address: info@bushmillsmalt.co.uk Web Address: http://www.bushmills.com/
Cenato – Nevada Spur
Address : Victoria Square Belfast
Telephone No: 028 9032 2277
Telephone No: 028 90 320 744
Email Address: info@arizonaspur.ie
Web Address: www.spursteakranches.nl

Giovedì 7 - Dublino
Dormito - Days Inn Talbot Street
Address : 95-98 Talbot Street Dublin 1
Telephone No: Tel: +353 1 874 9202
Web Address: www.daysinntalbot.com/index.php
Cenato – Mercantile restaurant
Address : The Mercantile - 28 Dame Street, Dublin 2
Telephone No::+353 01 6790522
Web Address: http://www.adamstrinityhoteldublin.com/
Pranzato – O’Sullivan bar
Address : 10 Westmoreland Street - Dublin 2
Telephone No: +353 01-6708133

mercoledì 10 settembre 2008

Tra Guinness, pecore e panorami stupendi, ovvero il racconto del mio viaggio in Irlanda.

Questo racconto non vuole essere una guida turistica dell'Irlanda, quindi non troverete lunghe descrizioni dei posti visitati, ma vuole essere soltanto un’utile lettura per chi si appresta a vivere la magia d’Irlanda.

Giorno 1 (30 luglio 2008) Arrivo a Dublino (Irlanda)
A causa di un problema del nostro aereo partito in ritardo da Venezia, arriviamo nella capitale d'Irlanda (Dublino) a notte fonda e quindi una volta fatto il check in in albergo, andiamo subito a dormire, elettrizzati dall’avventura che ci aspetterà nei prossimi giorni

Giorno 2 (31 luglio 2008) Visita di Dublino
Avere l’albergo vicino ad O’Connell Street è molto utile, perché così appena esci dall’albergo ti puoi immergere immediatamente nella realtà di Dublino.
Dublino non è molto grande ed in uno o due giorni si può tranquillamente visitare tutta.
O’Connell Street è la strada più larga e più grande di Dublino ed è circondata da negozi, fast food, bazar di souvenir per turisti, cinema e alberghi.
Questa via è un passaggio obbligato per ogni turista che ami lo shopping, ed è anche abbellita da belle statue. Quella di Daniel O'Connell, colui a cui è dedicata la via, il leader dell'emancipazione Irlandese fra sette ed ottocento, quella di William Smith O'Brien, quella del sindacalista John Larkin e una statua di James Joyce. Noterete senz’altro il The Spire, un monumento alla luce altro 120 metri.
Come ci avevano consigliato dei nostri amici, la nostra visita di Dublino inizia, al Trinity College, prima che i turisti più “pigri” la raggiungessero.
Questa storica università costruita nel 1591 ha al suo interno una vecchia biblioteca, la “Long Room”, in cui è custodito il Book of Kells, un codice miniato medievale. Ogni giorno viene girata la pagina in esposizione del Book of Kells per evitare che la luce lo deteriori.
Una volta usciti ci siamo recati a visitare due chiese, che se da un punto di vista architettonico non fanno scorgere enormi differenze, sono dal punto di vista religioso molto diverse.
La prima chiesa visitata è stata la Christchurch che è la cattedrale protestante di Dublino, mentre la seconda è stata la St. Patrick’s Cathedra, che è la cattedrale cattolica di Dublino. E’ dedicata al Santo Patrono d'Irlanda (San Patrizio) che era un monaco di origine inglese che evangelizzò l'Irlanda nel V secolo d.C.
Il nostro tour continua alla National Gallery, che contiene la più ricca collezione di dipinti del paese ed il National Museum, il museo sulla storia dell’Irlanda.
Deludente è stata invece la visita al Dublin Castle, cuore del centro medievale e un tempo sede del potere britannico. In pratica c’è solo una torre che ricorda il castello e niente più, vi sconsiglio di perderci del tempo.
Tappa immancabile di ogni turista a Dublino è la Guinness Storehouse, la fabbrica della famosa birra scura irlandese, dove dal bar panoramico si ha una delle migliori viste dall'alto di Dublino. Imperdibile è poi il suo negozio di souvenir.
Dopo la Guinness Storehouse, non vi resta che perdervi nella zona del Temple Bar, quartiere alternativo fiorente di giovani, vitale ricco dei più caratteristici locali.

Giorno 3 (1 agosto 2008) Dublino - Kilkenny - Cashel – Killarney
Dopo la nostra prima colazione all’irlandese (2 salsiccie, 2 fette di Bacon, 1 uovo, mezzo pomodoro e 1 fetta di pudding), prendiamo un taxi che ci porta all’autonoleggio.
Era la prima volta che guidavo a sinistra ed è stata una bella esperienza, molto meno difficoltosa di quanto avevo pensato quando avevamo progettato il viaggio.
Salutiamo Dublino ed arriviamo tranquillamente a Kilkenny, dove l’edificio principale che domina la città è il Kilkenny castle, imponente maniero visitabile dai turisti solamente accompagnati dalla locale guida turistica che illustra la storia del castello. Noi abbiamo avuto la fortuna di arrivare al castello 5 minuti prima che partisse il tour in lingua italiana.
Oltre al castello, degna di visita a Kilkenny è la Cattedrale anglicana di Saint Canice, dista cento metri dal fiume Nore e si raggiunge tramite una scalinata, i St Canice's Steps, che risalgono al 1614. Attorno alla cattedrale sorgono il cimitero cristiano, una torre rotonda ed il palazzo vescovile del XVII secolo. La cattedrale è famosa per le molte antiche lapidi e per un'antica iscrizione in normanno in memoria di Keteller. Importante anche la sedia in pietra di San Kieran, incorporata nel muro, risalente al XII secolo.
Per gli amanti della birra e per chi è stufo della Guinness, vi informo che a Kilkenny c'è la Smithwick's Brewery fondata nel 1710 (non visitabile), dove producono la Smithwick's [si pronuncia "smidix"] , che è la “rossa irlandese”, conosciuta in Italia con il nome Kilkenny Beer.
Ripresa l’auto ci dirigiamo verso Cashel, dove visitiamo della Rocca di San Patrizio, il complesso medievale piu’ spettacolare d’Irlanda, fortezza arroccata su un colle che domina il territorio circostante dall'altezza di circa 90 metri. È costituita dal complesso architettonico comprendente la cattedrale del XIII secolo e la torre circolare del X.
Nella parte antistante la torre circolare sono visibili le tombe, una parte delle quali sono interrate e sormontate da una croce celtica, mentre altre sono racchiuse in un sepolcro in pietra a base rettangolare.

Giorno 4 (2 agosto 2008) – Ring of Kerry
Il Ring of Kerry è un bellissimo tratto panoramico lungo 179 km che gira intorno alla penisola di Iveragh ed è fatto di fantastici paesaggi, siti storici e scorci suggestivi.
Il valore turistico del Ring of Kerry è soprattutto paesaggistico, essendo pochi i monumenti e i luoghi storici che si incontrano lungo il tragitto.
Il nostro tour inizia a Killarney e proseguirà in senso orario fino a Newcastle West dove alloggeremo.
A Killarney facciamo una breve visita al Ross Castle che sorge sul lago principale e poi ci rimettiamo subito in macchina per iniziare il nostro tour. atrizio.
Si visita poi la cittadina di Kenmare che è una cittadina di media grandezza, situata all’interno dell’omonimo fiordo, Kenmare è una delle mete più abituali per i turisti lungo il Ring of Kerry.
A Kenmare non bisogna dimenticare di visitare lo Staigue Fort, un forte risalente a 2000 anni fa nonché uno degli edifici con muri a secco più belli del paese.
Si giunge poi a Sneem che è una pittoresca cittadina, situata nel punto in cui il fiume Ardsheenlaun si getta nel fiordo di Kenmare, le cui case colorate a vivaci colori le attribuiscono un’aria incantevole. Sneem è un noto centro di pesca alla trota e al salmone, con spiagge sabbiose che attirano molti bagnanti.
Waterville (circa 550 abitanti) è un paese sulla costa a sud ovest della penisola di Iveragh. Sulla spiaggia ci sono gabbiani e beccacce di mare.
Caherciveen è la capitale della penisola di Iveragh, vicino al ponte sul mare c`è un bel castello bianco.
Vicino a Caherciveen ci sono le rovine del castello di Ballycarberry. E`divertente esplorare l’interno del castello e cercare di arrampicarsi sulle scale rotte.

Giorno 5 (3 agosto 2008) - Le scogliere di Moher - Galway
Famosissima meta turistica celebre in tutto il mondo, è uno dei luoghi più visitati dell'Irlanda. Le fantastiche e maestose scogliere di Moher (in inglese Cliffs of Moher), uno dei capolavori della natura irlandese nonché una delle sette meraviglie del mondo, si ergono nella Contea di Clare e si innalzano da Hag's Head raggiungendo il punto più alto, 203 m, poco più a nord della O'Brien's Tower.
Una volta parcheggiata la macchina nel parcheggio sottostante le Cliffs of Moher salite su e godetevi nelle giornate limpide il bel panorama che abbraccia le isole Aran nella baia di Galway e le colline del Connemara circondandole di cielo bagnato dall'oceano.
Al centro di uno degli speroni rocciosi più alti delle Cliffs of Moher è situata la O'Brien's Tower, una torre circolare in pietra di due piani costruita nel 1835 da Sir Cornellius O'Brien, presunto discendente di Brian Boru come osservatorio per i già numerosi visitatori del tempo: dalla torre possono essere individuato vari siti famosi irlandesi, come le "Isole Aran" (facilmente individuabili anche dalle scogliere), la Baia di Galway e le Montagne Maumturk nel Connemara.
Breanan Mór è il piccolo sperone roccioso a punta isolato dal resto delle Cliffs of Moher, probabilmente derivato dal risultato di un crollo della parete della scogliera in tempi lontani (oggetti simili sono facilmente riscontrabili in Irlanda anche a "Downpatrick Head" e "Kilkee". Situato proprio davanti alla falesia sulla quale è stata costruita la O'Brien's Tower, è alto circa 70 metri e spesso avvicinato dalle barche turistiche che partono da "Doolin" per visitare le scogliere dal mare.
Camminando dal centro visitatori fino al punto panoramico, è possibile vedere delle lastre di pietra molto piatte che costeggiano il sentiero. I segni che le caratterizzano, a forma serpentina, sono tracce del passaggio di alcuni animali invertebrati di 320 milioni di anni fa, alla ricerca di cibo in quello che a quel tempo era fango.

Giorno 6 (4 agosto 2008) - Isole Aran
Le Isole Aran (Aran Islands), sono uno dei posti più belli dell'Irlanda.
La più grande delle tre Isole di Aran è Inismor ed è situata 9 miglia dalla costa di Galway e può essere raggiunta facilmente prendendo il traghetto da Rossaveal che è a circa 45 minuti dalla Città di Galway.
L'isola di Inismor è lunga circa nove miglia e larga 2 (km 14 x 3,4), ed è costituita soprattutto da pietra calcare inerte ed i campi sono recintati da muri di pietra a secco. La popolazione dell'isola di Inismor è di circa 800 abitanti. Gli isolani usano la lingua degli irlandesi (il gaelico) abitualmente, l'isola è uno degli ultimi luoghi rimanesti in Irlanda dove l'antica lingua celtica viene salvaguardata.
La principale attrazione di Inismor è senz’altro il forte di Dun Aonghasa, uno splendido forte celtico di forma semicircolare. La fortezza costruita dai membri di una tribù celtica risalente a circa 2000 a.C.
Il forte di Dun Aonghasa e' costituito da 4 serie di mura concentriche e quelle più interne raggiungono in alcuni punti i 4 metri d'altezza e sono formate da 3 livelli differenti. La forma originale era presumibilmente ovale o a D e si ritiene che la parte terminale sia crollata in seguito alle continue erosioni del mare, ma non esistono testimonianze scritte sulla forma originaria di questo forte. All'interno è visibile una grande lastra rettangolare di pietra che si affaccia sulla scogliera: quale fosse la sua funzione non ci è dato di saperlo.
Il forte di Dun Aonghasa è approssimativamente a 30 minuti di bicicletta da Kilronan, il villaggio principale e porto dove attracca il traghetto. Il miglior modo di arrivare al forte di Dun Aonghasa, e agli altri luoghi di interesse sull'isola di Inismor, è noleggiare una bicicletta (altrimenti ci sono dei piccoli calessi o dei mini-bus turistici).
Dall'altra parte dell'isola di Inismor c'è una spiaggia discreta, mentre a qualche chilometro a sinistra del porto ci sono le rovine di Dun Dubchathair (il forte nero) sulle Cliff Face raggiungibile solo a piedi.
L'isola di Inismor probabilmente è molto rinomata come il luogo d'origine dei maglioni di Aran, una maglia che è stata usata dai pescatori dell'isola. I diversi punti a maglia inventati da generazioni di donne dell'isola, sono piccole opere d'arte; ogni famiglia studiava il proprio disegno, unico ed originale: in caso di naufragio, un corpo ripescato in mare sarebbe stato identificato con sicurezza dal disegno del maglione.
Se volete avere dei chiarimenti sulla Maglia di Aran, le sue origini e il suo sviluppo potete trovarli al Market dei maglioni di Aran e al Museo (accesso libero) in Kilronan.

Giorno 7 (5 agosto 2008) - Connemara
Il Connemara è una regione di 780 kmq, nella sezione nord-occid. della contea di Galway, estesa su una penisola montuosa protesa nell'Oceano Atlantico, con coste alte alte e articolate e con numerosi laghi e drumlins. La scarsa popolazione si addensa per lo più lungo la costa, dove è il solo centro importante (Clifden).
Il Connemara e'una zona piena di montagne, laghi e torbiere, in questa regione l'uomo ha rinunciato ad addomesticare la natura, preferendo vivere secondo i suoi ritmi piuttosto che imporle i propri.
E’ difficile descrivere la sensazioni che si provano a visitare il Connemara, immense distese di prati, colline, ti trasmettono una sensazione di serenità e di tranquillità, mentre il panorama sempre vario ti fa venire la voglia di scoprire altri dettagli di questa bellissima regione.
La porta d'ingresso del Connemara è Oughterard, una cittadina situata sulla strada che va da Galway a Clifden da cui si può ammirare un fantastico panorama che spazia su laghi, montagne e torbiere.
Assolutamente da non perdere è, nel vostro giro del Connemara, è l'abbazia di Kylemore, una residenza vittoriana in stile neogotico costruita nel 1864-1868, sorge in riva a un laghetto.
Nell'abbazia di Kylemore, vi è devotamente conservata una bandiera inglese strappata al nemico dalla brigata irlandese al servizio della Francia nella battaglia di Fontenoy.
Il motto tradizionale dell'abbazia di Kylemore: "peace and Pax" si estende anche a tutti i visitatori, in effetti hanno saputo coniugare la celebre ospitalità irlandese con le esigenze turistiche ed economiche della regione.

Giorno 8 (6 agosto 2008) - Derry - Giant's Causeway
Derry (per gli Irlandesi) oppure Londonderry (per gli inglesi) si sviluppa attorno al centro storico, costruito nel quindicesimo secolo, ed è ancora circondato dalle antiche mura.
Non mi è piaciuta molto, in quanto Derry è una cittadina che non trasmette emozioni al turista. Sembra di essere in Gran Bretagna (ed infatti lo siamo)
L’unica cosa degna di nota di Derry è il suo recente passato violento.
Derry è il luogo della famosa Bloody Sunday, del gennaio 1972, quando le truppe inglesi, che stavano lottando contro i nazionalisti indipendentisti, uccisero 13 cattolici disarmati.
A parte qualche murales che ricorda questo avvenimento, potete tranquillamente saltare questa cittadina.
Dopo esserci fermati a Bushmills ed aver visitato la più vecchia distilleria di whiskey d’Irlanda ci dirigiamo verso le Giant’s Causeway che sono state dichiarate patrimonio dell’umanità dall’Unesco.
Le Giant’s Causeway sono più di 40000 antichissime colonne di basalto esagonali, composte da pezzi più piccoli, emergono dal mare e si ergono sulla costa battuta dal vento. Sono numerose le leggende che spiegano la presenza di queste colonne di basalto, anche se gli studiosi ritengono che le Giant’s Causeway risalgano a più di 60 milioni di anni fa e siano state prodotte dal rapido consolidamento della lava eruttata da un vulcano.
Con il whiskey Bushmills ancora in corpo ci siamo diretti al Ponte di corda di Carrick-a-Rede (Carrick-a-Rede Rope Bridge) è una attrazione turistica unica.
Situato nell'omonimo tratto di costa vicino il villaggio di Ballintoy, nella contea di Antrim, il Ponte di corda di Carrick-a-Rede è un ponte sospeso in corda che collega un isolotto, Carrick Island, alla terraferma. Lungo 20 metri, è fissato ad una scogliera molto suggestiva ad un'altezza di circa 30 metri.
E’ assolutamente da provare se non siete deboli di cuore o soffrite di vertigini.

Giorno 9 (7 agosto 2008) - Belfast
Nel centro dell capitale dell’Irlanda del Nord (Belfast), tra gli edifici vittoriani, si snoda una vita sociale e culturale intensa, oltre alle numerose attrazioni turistiche e a una vivace vita notturna, con i suoi numerosi teatri, bar, pub, ristoranti, caffè, cinema, musei, gallerie e discoteche.
La visita della città di Belfast può iniziare dalla City Hall (il municipio) che completata nel 1906 in stile rinascimentale, è un imponente edificio rettangolare in pietra, situato nel centro di Donegall Square, a dominare la principale area per lo shopping in città. Sul davanti si erige una statua dedicata alla regina Vittoria, la quale andò a Belfast nel 1849.
Un’altra sosta del vostro tour di Belfast la potete fare alla Queen’s University, costruita tra il 1845 e il 1849 potete ammirare la sua calda mattonatura ed il chiostro Tudor.
Vicino c’è Albert Memorial Clock Tower La torre dell’orologio, alta 35 m, è uno dei monumenti più conosciuti di Belfast perché pende leggermente a causa di un assestamento.
Il pub più famoso di Belfast, il Crown Liquor Saloon, è di proprietà del National Trust. Risalente al 1880, esso merita una visita anche da parte di chi non ama la birra, per ammirare le facciata di piastrelle policrome, l’interno ricco di dipinti, marmi, mosaici e un soffitto con stucchi a volute.

Giorno 10 (8 agosto 2008) – ritorno a casa - Dublino (Irlanda) - Venezia(Italia)
Passiamo l’ultimo giorno a Dublino dove riconsegnamo la macchina e per fare gli ultimi acquisti di souvenir, per poi recarci mestamente all’aeroporto per tornare a casa e sognando di tornare presto in questa splendida isola che è l'Irlanda.

martedì 26 agosto 2008

Una città storica e romantica: Edimburgo (Edinburgh)

Salve inguaribili viaggiatori, la meta che volevo oggi segnalarvi è la capitale della Scozia ovvero Edinburgh (Edimburgo).
La città di Edimburgo ti conquista per quell'aria mista tra antico e moderno ed anche per l’ospitalità dei suoi abitanti, gentili ma discreti e mai invadenti.
Il posto più famoso e frequentato di Edimburgo è senz’altro l’Edinburgh Castle sorto intorno al 1130 sopra un antico vulcano eroso nei secoli dall'azione dei ghiacci e delle intemperie.
Guardando dall’esterno l’imponenza del castello, ti aspetti di veder uscire Re Artù e tutti i cavalieri della Tavola Rotonda, dai suoi merli attendi di vedere Merlino e dalle torri gli arcieri che ti tengono sotto tiro.
L’Edinburgh Castle fu costruito anticamente per difendersi dai barbari e nel 1700 le armate del principe inglese Carlo tentarono invano di abbatterne le mura.
Il castello è stato residenza reale e fortezza militare fino al secolo scorso mentre adesso è visitabile dai turisti.
Al suo interno meritano una visita i gioielli della Corona di Scozia (corona, scettro e spada), la Stone of Destiny che è una pietra sulla quale venivano incoronati i re di Scozia e le stanze reali abitate a loro tempo da Maria Stuarda dove vide la luce Giacomo I° d’Inghilterra.
Ogni ora è possibile assistere al cambio della guardia nel campo di parata; inoltre dal Mills Mount Battery ogni giorno viene sparato un colpo di cannone a salve.
All'interno del castello è possibile anche visitare la "St Margaret's Chapel" che è l'edificio più vecchio della città e lo "Scottish United Services Museum" che ospita oggetti, armi e armature dei combattenti scozzesi.
Come in tutti i castelli che si rispettino, anche all’Edinburgh Castle si dice sia infestato da fantasmi, magari se siete fortunati riuscirete a vederne uno!
Dal castello che dalla sua rocca domina tutta la città, si gode un ottimo panorama di tutta Edinburgo ed in lontananza si può intravedere il mare.
Usciti dal castello vi consiglio di fare una passeggiata lungo la Royal Mile che attraversa la città da ovest ad est e congiunge il Castello al Palazzo Reale di Holyrood.
In pratica i monumenti principali ed i negozi di fama della città di Edimburgo si snodano attorno a questo lungo viale pedonale.
Subito a destra troviamo “The Scotch Whisky Heritage Centre” dove al suo interno è possibile trovare tutti i Whisky prodotti in Scozia, la maggior parte dei quali sono introvabili in Italia.
Proseguendo per il Royal Mile e magari deviando in qualche violetto per gustare appieno il “Taste of Scotland” si arriva alla gotica St. Giles Cathedral, dove potrete ammirare la Cappella del Cardo (è il simbolo della Scozia), sede dell’omonimo ordine, composta da preziosi stalli lignei.
Naturalmente tra una visita culturale e l’altra è anche giusto concedersi un po’ di relax tra i deliziosi negozi tipici per provare sciarpe, cappelli, i tradizionali kilt, maglioni e cappotti in pura lana di Scozia.
Tra un negozietto e l’altro si arriva al Palazzo di HolyroodHouse, meglio noto come la dimora di Mery, sede estiva dei reali d’Inghilterra, che sorge sulle rovine di un’antica abbazia.
Il Palazzo è ancora utilizzato dai regnanti ed è veramente stupendo e quando non si sono è aperto al pubblico che può ammirare: arredi d’epoca, magnifici arazzi e tappeti, quadri e dipinti realizzati da maestri famosi.
Chi ama l’arte, trovandosi ad Edimburgo, non può non fare una visita alla National Gallery of Scotland, che, nella particolarità della sua architettura greca, ospita oltre alle tele dei maestri Scozzesi (sconosciuti ai più) anche una collezione di fama mondiale di capolavori di artisti come Tiziano, Rembrandt, Van Gogh, Monet, Tiepolo, VanDyck, Rubens, Cezanne, Gauguin e Picasso che sicuramente meritano di essere ammirati.
Girovagando un po’ per le caratteristiche stradine d’Edimburgo, arriverete facilmente al Museum of Scotland, inaugurato nel 1998 dalla regina Elisabetta II.
Questo museo racconta la storia della Scozia dagli albori del mondo fino ai giorni nostri; le parti più interessanti sono quelle che vanno dalla preistoria fino alla fine del 1500 perché raccontano la storia peculiare della Scozia, mentre dopo la Storia scozzese non si discosta da quella inglese.
Un altro monumento che vi consiglio di visitare ad Edimburgo è la Greyfriars Kirk (La chiesa dei Frati grigi) che è stata costruita nel 1620 sulle rovine di un antico convento francescano.
In questa chiesa nel 1640 fu firmato il National Covenant che è in pratica la dichiarazione di indipendenza della chiesa scozzese da quella inglese. Nel 1679 la reazione del re inglese Carlo I fu dura e spietata e circa 1200 Covenanter (i firmatari del National Covenant) furono imprigionati nel cimitero per poi essere giustiziati in piazza Grassmarket.
All'interno della chiesa, oltre ad una piccola mostra sul "National Covenant" si può ammirare il ritratto del cane "Bobby Greyfiars".
Bobby era un cane di razza Terrier che per 14 anni (dal 1858 al 1872) fece la guardia alla tomba del suo padrone, un poliziotto di Edimburgo. Il cane Bobby è diventato un vero e proprio mito, è stata scritta anche una biografia ed il suo collare ed il suo osso sono in mostra nel museo di Edinburgo.
In questa chiesa, ogni domenica, si svolge la messa in gaelico (l'antica lingua celtica) a cui anche i turisti possono assistere.
Volete fare due passi fino al porto di Edimburgo? Allora avrete modo di visitare anche la Britannia, una delle imbarcazioni più famose al mondo, in pratica la nave della Regina. Dal 1953 al 1997 è stato lo yacht reale, ha servito degnamente la Regina e il Paese: la stessa ha accompagnato la regina e la famiglia reale in ogni parte del mondo ed in occasione di ben 968 viaggi ufficiali.
Ora, all'interno è possibile ammirare, le stanze della regina e del re, i locali dove riposavano e intrattenevano conversazioni gli ufficiali, i marinai semplici, le cucine.
Dopo aver tanto pellegrinato per la città di Edimburgo vi è venuto un languorino allo stomaco? Non avrete che l’imbarazzo della scelta tra i numerosi locali e pub che sono presenti in città.
La cucina di Edimburgo è la tipica cucina scozzese che come impostazione di base è molto simile a quella inglese con zuppe di carne e di vedure, stufati di bovino o di suino, patate e salsicce. Piatti tipici scozzesi sono stufati e arrosti d’agnello ed il salmone cucinato in vari modi.
Per respirare il mito di William Wallace (eroe nazionale scozzese) dovrete andare nei caratteristici pub, dove potete provare la birra (ottime soprattutto le rosse tipo Kilkenny Strong e Triple Diamond) con fish'n chips, allietati dai suonatori di cornamusa vestiti con i colori del loro clan.
Se capitate ad Edimburgo nel mese d’agosto, assisterete al famoso Festival di Edimburgo del teatro e della Musica che attrae persone da tutto il mondo.
E’ un festival di musica e teatro dove artisti di strada coinvolgono i passanti nelle loro performances e dove assisterete agli spettacoli di musicisti di musica celtica, classica o etnica o semplicemente anglosassone, di attori in costume che declamano scene teatrali.
Come ultima annotazione, vi ricordo che Edimburgo è stata dichiarata nel 1995 patrimonio dell’umanità dall’Unesco.
Alla prossima meta.

inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it

SCHEDA TECNICA EDImBURGO

Per ulteriori informazioni:
Visit Britan
Corso Magenta 32 - 20123 Milano
Tel. 02 88 08 15 1

Edinburgh and Scotland Information Centre
3 Princes Street, Edinburgh, EH2 2QPTel. 0845 22 55 121
Siti Web:
Sito ente nazionale della Gran Bretagna per il turismo (in italiano) http://www.visitbritain.it/

Sito ente nazionale scozzese per il turismo (in italiano) www.visitscotland.com/it/

Edinburgh and Scotland Information Centre (in inglese) http://www.edinburgh.org/

Come si raggiunge:
In aereo:
Molte compagnie aeree (anche low-cost) hanno voli dalle principali città italiane per Edimburgo a volte con scalo a Londra.
Ambasciata:
Ambasciata d’Italia a Londra
14, Three Kings YardLondon W1K 4EHTel.: +44 (0)20 73122200E-mail: ambasciata.londra@esteri.it
Consolato Generale d'Italia EDIMBURGO
32 Melville Street Edinburgh EH3 7HA tel: +44 (0)131 220 3695 / 226 3631email: consolato.edimburgo@esteri.it
Documenti:
Per i cittadini italiani serve la carta d’identità valida per l’espatrio od il passaporto.
Fuso orario:
-1h rispetto all'Italia.
Periodo consigliato:
estate

martedì 19 agosto 2008

Un luogo carico di energia: l'abbazia di San Galgano

Salve inguaribili viaggiatori,

la meta che volevo oggi segnalarvi è l’abbazia di San Galgano situata in località Chiusdino in provincia di Siena.
Percorrere la strada che arriva all'abbazia, vi dà un’emozione unica, l’abbazia di San Galgano, infatti, vi compare davanti all'improvviso in mezzo al verde, e vederla così immensa e solitaria, vi trasmetterà una sensazione indimenticabile.
Giunti sul pianoro, ecco davanti a voi l’abbazia di San Galgano, la celeberrima chiesa senza tetto, dalle pareti con le tipiche volte a sesto acuto e il prato verde come pavimento.
I lavori di costruzione del maestoso complesso abbaziale di san Galgano ebbero inizio intorno al 1218, circa quarant'anni dopo la morte dell'eremita (da cui prende il nome Galgano Guidotti), avvenuta nel 1181.
La costruzione si protrasse fino al Trecento, quando lo splendore raggiunse i massimi livelli.
L'abbazia di San Galgano sorse con una planimetria tipicamente cistercense, sebbene non mancassero contaminazioni del gusto artistico senese dell'epoca.
Dopo un periodo di grande prosperità, legato anche alle fortune della repubblica senese per cui spesso operarono i monaci in qualità di tesorieri, camerlenghi, tecnici specializzati, consiglieri spirituali, la grande abbazia iniziò un lento e progressivo declino.
Il crollo del tetto e del campanile nel 1786 le conferiscono per sempre la caratteristica fisionomia a cielo aperto. Chiesa, chiostro, sala capitolare e scriptorium compongono il complesso abbaziale e ne fanno uno degli esempi più significativi di gotico cistercense.
La chiesa è a croce latina con tre navate. Misura 72 metri di lunghezza per 21 di larghezza e culmina in un’abside a forma quadrata con sei monofore e un grande rosone che è divenuta una delle immagini più note e conosciute nel mondo.
Oltre un centinaio di capitelli, tutti diversi tra loro per i motivi ornamentali, svettano sulle imponenti colonne e conferiscono allo spazio una caleidoscopica atmosfera.
Il chiostro originale è invece andato completamente distrutto e quello che possiamo ammirare oggi è una ricostruzione parziale con materiale originale collocata nell'angolo nord est del complesso.
La leggenda sostiene che Galgano era un giovane di una nobile famiglia del luogo, non certo timoroso di Dio e amante dell'avventura e della vita senza regole.
Ma come narra la leggenda, fu visitato in sogno dall'arcangelo Michele, che lo convertì e come segno di rinuncia alla vita trascorsa fino a quel momento, Galgano conficcò la spada in una roccia, per poterne adorare l'elsa come croce di Cristo.
Si racconta anche che il diavolo, tentando di smantellare quella fede divenuta così salda, inviò tre uomini per distruggere la roccia; non riuscendovi, spezzarono la spada in tre pezzi. Galgano, addolorato, si mise a pregare tentando di ricomporre l'arma che, miracolosamente, si rinsaldò. Poco tempo dopo, nel dicembre del 1181, Galgano morì.
La visita all’abbazia di San Galgano varia molto se fatta di giorno o di notte.
Di giorno una volta all'interno vi consiglio di ascoltare i suoni e di vedere la natura attraverso il rosone e le sue finestre. L'assenza del tetto consente ai raggi solari di realizzare disegni di luci unici, cui è impossibile rimanere indifferenti.
Da una finestra si vede perfettamente l'Eremo di Montesiepi, che si trova poco più in alto e che conserva la spada nella roccia,
Da non perdere assolutamente è la passeggiata che collega l'abbazia all'eremo.
Di notte è spettacolare tutto il complesso illuminato ad arte, che spunta in mezzo al buio, fuori così tetro e solitario, dentro così rassicurante e affascinante, difficile staccarsene per andare via. Le luci partono da terra e illuminano tutta l'abbazia.
L'aula capitolare è invece illuminata dai riflessi che si creano grazie alle luci poste sulle mura esterne, giochi di luce indescrivibili.
E’ proprio nel silenzio della notte che più facilmente ci si trova ad essere gli unici spettatori di questo luogo maestoso, sempre aperto.
Alla prossima meta.
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it


SCHEDA TECNICA ABBAZIA DI SAN GALGANO

Per ulteriori informazioni:
Punto Informazioni Turistiche
Loc. San Galgano
53013 Chiusdino (SI)
Telefono e Fax: 0577-756738
Siti Web:
Sito abbazzia
http://www.sangalgano.info/

Sito pro loco Chiusdino
http://www.prolocochiusdino.it/

Come si raggiunge:
In auto:
Da Siena si imbocca la strada statale n.73 in direzione Rosia. Arrivati al Bivio del Madonnino si prende a destra la statale n.441 per Massa Marittima, ma, fatti un paio di chilometri, si imbocca a sinistra la stradina che porta all'abbazia
Distanze
Roma 277 Km, Milano 386 Km, Venezia 344 Km.
Periodo consigliato:
Tutto l’anno